Bella con il food? La svolta bio della cosmesi

Da sempre si è intuito che fiori e frutti potessero rendere più buone le nostre creme, così come si è intuito che uva, cioccolato e altri ingredienti potessero renderle più “appetibili”, ma adesso si sta per fare un passo in avanti. Ebbene sì: patate, grano, mais, cotone, legno sono solo alcuni dei nuovi ingredienti che stanno prendendo sempre più piede nel mondo della beauty care. Qualche esempio concreto? Negli ultimi anni si sta sempre più sperimentando l’utilizzo di nuovi ingredienti nei prodotti di bellezza e c’è da sottolineare che il mondo della cosmetica sta subendo una piccola rivoluzione in tal senso. Lo dimostra il fatto che vengono depositati dei nuovi brevetti dai quali si parte per la produzione di cosmetici di nuova generazione. Si utilizzano, ad esempio, le acque di vegetazione delle olive, la buccia dell’uva e tutti quei prodotti in cui sono presenti i polifenoli. Questi ultimi altri non sono che un elisir di giovinezza, grazie alle loro proprietà antiossidanti: in poche parole, i polifenoli sono degli antiage naturali. L’industria cosmetica, quindi, sembra indirizzata verso il riutilizzo degli scarti alimentari. Un gruppo di studio dell’Università di Milano (Ricicla) ha sottolineato che le industrie agroalimentari del nostro Paese producono ogni anno circa 12 tonnellate di scarti: cosa ci sarebbe di meglio di utilizzarli per l’industria cosmetica? Proprio di questo si è parlato nel convegno dedicato a chimica verde e cosmesi, che si è tenuto lo scorso Febbraio a Cremona. Del resto si tratta di un settore in crescita e che ha ulteriori margini di sviluppo: per capirlo basta pensare che l’Europa detiene oltre 1/5 del mercato cosmetico mondiale che vale, in totale, oltre 13 miliardi di dollari. Si tratta, quindi, di un investimento molto fruttuoso, che può portare a dei grandi risultati. Per il momento troviamo smalto alla soia, smalto alla patata e creme con qualsiasi tipo di ingrediente alternativo e in futuro si vedrà.

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