Riciclare gli scarti agroalimentari per la cosmesi
Sembra proprio il momento della cosmesi bio e tutto questo è dimostrabile soprattutto attraverso i numeri sempre crescenti e i risultati che vengono conseguiti. In questo momento, l’industria della cosmetica bio sta usando sempre di più quelli che sono gli scarti agroalimentari e questo grazie anche a un certosino lavoro portato avanti da un gruppo dell’Università di Pavia, che si chiama Etic-Hub. Lo spin off in questione, nato nel 2013, si occupa dei test su prodotti green, ma non solo: il gruppo, infatti, ha anche messo a punto un processo di lavorazione di ingredienti estratti da quelli che venivano considerati scarti agroalimentari, in modo da renderli immediatamente utilizzabili nelle formulazioni bio di creme e prodotti per la cura del corpo. Ecco, quindi, che si sono messi al lavoro per cercare di lavorare le molecole presenti nella buccia dell’uva, nell’acqua di lavorazione delle olive, nella buccia delle mele: tutti ingredienti di scarto che potrebbero avere nuova vita. Del resto, si conta che in Italia vengono prodotti 12 milioni di tonnellate di scarti ogni anno, solo nell’azienda agroalimentare e, quindi, riconvertendoli in ingredienti per il settore cosmetico si rimette in circolo del materiale che altrimenti andrebbe perso. Si tratta di un processo davvero molto importante e questo è un chiaro sintomo dello sviluppo dell’industria cosmetica e dell’intero settore verso quella che è una concezione più green e sostenibile. Il riciclo, quindi, al centro di tutto: in questo modo verrebbero recuperati ingredienti di altissima qualità, in grado di andare a sostituire composti chimici che sono molto più impattanti per l’ambiente e per la salute. Come si nota si stanno facendo dei passi da gigante che portano tutti nella stessa direzione, che è quella di una industria cosmetica più consapevole e attenta agli ingredienti che utilizza nella composizione dei suoi prodotti.
